È SUCCESSO A NOI

di Giorgia Cardinaletti

Taccuini, penne, macchine fotografiche, snack e giornali. E’ iniziata così la prima mattinata del Festival. Tra file per recuperare l’accredito e quattro chiacchiere alla postazione caffè. Amici che non si rivedevano da tempo, volontari dinamici e disponibili, giovani giornalisti concentrati ognuno sul proprio pc. Nella sala stampa del Brufani si trova riparo dal vento freddo che è tornato a sfrecciare lungo corso Vannucci. C’è chi entra e c’è chi esce. C’è chi si accaparra un quotidiano e chi mordicchia un cioccolatino. Tutti connessi col mondo.
Personaggi noti, vip e meno vip, si mescolano per le vie del centro con giovani studenti in gita, signore con i sacchi della spesa e professionisti dal passo veloce. E’ una mattinata di lavoro a Perugia, eppure i curiosi non mancano. Qualcuno si aggira guardingo con la speranza di incontrare il proprio idolo. Due ragazzi vorrebbero confrontarsi con il ministro Giorgia Meloni; un gruppo di studenti, arrivati appositamente da Spoleto, escono soddisfatti dal teatro Pavone dopo l’incontro sull’ambiente. “Non si finisce mai di scoprire cose nuove”, esclama un giovane del gruppo.
Qualche perplessità arriva invece dai volontari di altre nazionalità: “Tutti gli eventi sono in italiano, forse si doveva pensare a qualcosa in lingua inglese. In fondo oggi tutti dovrebbero conoscerlo o almeno comprenderlo”.
Due ragazze cercano uno spazio riscaldato dal sole fuori dal Brufani: “Saviano è stato fantastico”, sospira una delle due. “Sì, ma non dice sempre le stesse cose?” replica l’altra. Tanti i commenti sulla “macchina del fango” che ieri sera ha aperto il Festival. Ci sono i delusi che non ce l’hanno fatta ad entrare e sono rimasti fuori al freddo. Si sono dovuti così accontentare di seguire l’intervento dal maxischermo, ascoltando poi perplessi i commenti di chi, invece, è riuscito a entrare. “Io fino alle 8 lavoro, come potevo mettermi in fila alle 5?” borbotta uno dei “delusi” senza dare troppo nell’occhio. I più contenti però sono quelli che hanno avuto anche l’autografo: “E’ stato molto disponibile – commenta una giovane giornalista- mi ha anche firmato il libro. Un sogno” .

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