GIORNALISMO E POTERE: SE NE PARLA A RADIO ANCH’IO

di Chiara Garzilli

Una puntata particolare oggi, quella di Radio Anch’io, popolare trasmissione di Radio 1 in onda tutte le mattine alle 9. In diretta dall’hotel Brufani, quartier generale del festival internazionale del giornalismo, Ruggero Po e Cecilia Rinaldini hanno aperto la seconda giornata della kermesse perugina parlando dei rapporti tra potere e giornalismo. A dare il via al dibattito, l’approvazione del provvedimento sul processo breve ieri alla Camera: un tema su cui sono intervenuti, tra gli altri, il direttore dell’Espresso Bruno Manfellotto, e quello di Panorama, Giorgio Mulè, in collegamento telefonico.

Un tema controverso – Il decreto voluto da Berlusconi ha acceso la discussione tra gli illustri giornalisti. Manfellotto l’ha definito «un provvedimento escogitato dal Governo per salvare il premier dal processo Mills», mentre per Mulè la maggioranza ha dato prova della sua tenuta, in un momento in cui non esiste alternativa politica vista l’inefficacia dell’opposizione. D’accordo su quest’ultimo punto anche l’editorialista del Corriere della Sera, Massimo Franco, che oggi ha dedicato all’argomento un fondo dal titolo «Pagina oscura», parlando di un’opposizione salda solo a parole.

Le testimonianze dall’estero – Accanto a Ruggero Po, nella sala Collins del Brufani, anche due giornalisti stranieri, che hanno provato sulla loro pelle il delicato equilibrio tra potere e informazione. Oleg Kashin è un giovane reporter russo, di recente preso a spangate e ridotto in fin di vita per un’inchiesta condotta su alcuni gruppi giovanili protetti dal Cremlino. Nonostante le minacce, le gravi fratture e il dito tagliato, Kashin continua con coraggio il suo lavoro, in uno dei Paesi meno sicuri per la stampa.
Stato assente e auto-censura dei giornalisti caratterizzano invece la situazione in Messico, descritta da Cynthia Rodriguez, che ha scritto un libro sui rapporti tra i cartelli di narcotrafficanti messicani e l’ndrangheta calabrese.
Grandi rischi per i giornalisti anche in Cina, come ha spiegato il corrispondente da Pechino del gr Rai Paolo Longo: in questo Paese il pericolo di finire in un campo di lavoro o di rieducazione è sempre in agguato.  Una vera e propria ventata di libertà, è invece la sensazione che stanno vivendo Tunisia ed Egitto, paragonati dal corrispondente dal Cairo Marc Innaro alla Russia del post-comunismo.
Terminata la puntata tra le domande del pubblico in sala e da casa, l’appuntamento con Radio anch’io torna domani, sempre in diretta dall’hotel Brufani.

 

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