THE NEWS FRONTIER

di Ilaria Raffaele

«Un incredibile potenziale, una forza che può davvero cambiare il mondo».  Al Festival del Giornalismo di Perugia oggi si è parlato della “nuova frontiera dell’informazione: coinvolgere la community” in un incontro che si è tenuto stamattina nella Sala Raffaello dell’Hotel Brufani. «Alla gente piace essere coinvolta, aiutarci a far crescere la community». A parlare è Paola Bonomo, responsabile dei Servizi Online di Vodafone, intervenuta nel dibattito insieme a Peter Gomez del Fatto Quotidiano, Justin Peters della Columbia Journalism Review online e Ed Walker di Media Wales.

Un aiuto ai giornalisti – Teorizzare che siano i cittadini a diventare loro stessi giornalisti non significa metterlo in pratica. E, come si suol dire, fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Il miracolo del “giornalismo partecipato” ha dei punti critici non ancora risolti. Come ad esempio l’attendibilità delle notizie che giungono dagli utenti. «Io ho calcolato che abbiamo il 7-8% di notizie che vengono da internet – dice Peter Gomez – però bisogna verificarle e approfondire quello che la rete offre. Al Fatto circa il 70% delle notizie che ci arrivano dai cittadini sono veritiere. Noi infatti spieghiamo ai lettori che non accettiamo notizie avute per sentito dire, ma derivanti da esperienze vissute direttamente».

Il cosa e il come – All’incontro si è parlato di contenuti ma anche delle piattaforme che meglio li potrebbero accogliere. Il dilemma è sempre quello: Facebook o non Facebook? E sulla questione si fa largo la spaccatura fra l’Italia e il resto del mondo occidentale. Gli ospiti internazionali concordano che, per dirla con le parole di Justin Peters, «il punto non è quale piattaforma usiamo, ma cosa gli utenti ci pubblicano e qual è la qualità del loro lavoro». L’Italia, invece, su questo campo è indietro, come spiega Gomez: «La situazione italiana è paradossale: abbiamo un basso numero di connessioni ma un numero di iscritti a Facebook elevato. Però molte persone non hanno capito l’importanza dei social network, e ne fanno un uso scemo». In un mondo in cui la stampa fatica a rinnovarsi e internet preme con tutte le sue forze per avere la meglio è facile immaginare chi avrà il sopravvento. Ma se è vero che tutti possono esprimere opinioni, è altrettanto vero che non è da tutti raccontare fatti.

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