IL NOSTRO SABATO: TORNA IL SOLE, MANCA IL CAFFE’

di Giorgio Matteoli

Siamo a sabato, il festival è giunto alla sua quarta e penultima giornata. Con l’inizio del weekend il numero di appassionati e di giornalisti si è moltiplicato a vista d’occhio. Le vie del centro si animano ora dopo ora e Corso Vannucci, che attraversa il centro storico perugino, vede passare giovani e meno giovani, addetti ai lavori o semplici visitatori della manifestazione.

Il tempo va… – La mattina si è scoperta finalmente primaverile, dopo due giorni in cui il vento invernale del capoluogo umbro aveva fatto il suo infelice ritorno. Già dalle prime ore della giornata il sole fa sentire il suo tepore agli amici del festival e, va detto, la novità è stata accolta con ovazioni da stadio. In fondo il bel tempo non può che rendere più facile e tranquillo il lavoro di tutti, dagli ospiti ai volontari passando per i tecnici che rendono possibili gli eventi.

…e passano le ore – La giornata si apre all’Hotel Brufani con la rassegna stampa ‘alternativa’ guidata da Diego Bianchi, in arte Zoro, che con la sua ironia dissacrante da il buongiorno ai presenti. Eppure, cercando di farci largo tra gli spettatori, abbiamo l’impressione che in molti siano presenti nella Sala Maggiore solo per rifocillarsi alla colazione (a dire il vero un po’ scarsa) gentilmente offerta da una nota compagnia telefonica. Un neonato che piange in fondo alla sala rende arduo sentire tutto quel che dice il comico romano, e così ci spostiamo in sala stampa.

Sala stampa show – I nostri colleghi iniziano presto a lavorare, gli spazi sono pochi e noi siamo tanti. Sono giunti altri studenti di giornalismo, altri volontari si danno da fare tra i tavoli mentre il sonno non lascia nessuno, soprattutto chi ha fatto le ore piccole, nel venerdì sera di festa che ha preceduto questa giornata di lavoro. La soluzione sarebbe una buona dose di caffeina, ma la ragazza alla macchinetta del caffè parla chiaro: “Sono in attesa di rifornimenti”. E così ha il via una disperata attesa, tra occhi che rischiano di chiudersi davanti ai computer e le ripetute domande alla povera giovane: “Ma quando arriva il caffè?”.

Perché non tutti sono fortunati come una nostra giovane collega, che ieri si è vista recapitare un vassoio con caffè e pasticcini da un cameriere a far le veci di un anonimo ammiratore. Il fascino segreto del mondo del giornalismo…

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