IL FESTIVAL, CHE PASSIONE

di Giulia Serenelli

“Storie (stra)ordinarie di sport”. Questo il nome del blog di Simone Pierotti per il terzo anno consecutivo volontario al Festival del Giornalismo di Perugia. Un blog che racchiude due passioni: lo sport e il giornalismo. Con queste due chiavi di lettura Simone cerca di decifrare il mondo e raccontarlo sul suo blog.

In home page l’intervista al giornalista sportivo Alfredo Provenzali che ha partecipato all’incontro “Clamoroso al Cibali”. Il blog di Simone è dedicato allo sport, ma non “quello fatto di gossip-spiega-ma allo sport vero, quello che si riallaccia a tutti gli aspetti dell’informazione dalla politica, alla cultura fino anche alla religione”. “A volte-continua-mi sembra che la politica e lo sport italiano siano molto simili tra di loro; troppe frasi di circostanza e poca concretezza, bisognerebbe applicare il fair play anche nella politica”.

In questi giorni Simone si aggira tra la sala stampa dell’Hotel Brufani e vari incontri del festival. Oramai è un abituè perché per Simone partecipare al Festival significa incontrare di nuovo tutti i volontari con cui negli anni passati ha stretto amicizia. “Quest’anno dormiamo anche tutti insieme in una camerata dell’ostello di Perugia” racconta. Ma vivere quest’esperienza significa anche incontrare i mostri sacri del giornalismo, così come le ultime rivelazioni, perchè nel mondo dell’informazione, che cambia sempre più velocemente, vengono alla ribalta fenomeni sempre nuovi, e il festival è un’ottima occasione per conoscerli.

“L’incontro che mi è piaciuto di più-racconta- è quello dal titolo “Messico, narcotraffico e giornalismo: silenzio o morte?”. Un’occasione per mettere in pratica le doti da reporter d’assalto: un’intervista a Anabel Hernandez, giornalista e scrittrice ospite dell’incontro, “soffiata” ad un giornalista di Repubblica. “Non conosceva lo spagnolo” quasi si giustifica Simone…

1 Commento

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Una risposta a “IL FESTIVAL, CHE PASSIONE

  1. Ave Massenz

    Sono stata qualche giorno a Perugia per il Festival.Ho apprezzato quel volontariato splendido e attivo. Ho avuto modo di parlare con molti ragazzi,giornalisti precari che hanno il sogno del giornalismo ma devono anche vivere e non è possibile perchè pagati all’osso.L’informazione è essenziale in qualsiasi Paese del mondo,pertanto dobbiamo difenderla. Se viene bloccata soltanto dal denaro, a scapito dei ragazzi ma non degli editori, dobbiamo convincerci che qualcosa non funziona.

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