A Perugia si parla d’Europa…ma niente noia!

Al Festival del giornalismo si “comunica l’Europa”. Questo l’obiettivo del primo workshop della giornata, al quale hanno partecipato Fabio Raspadori e Diletta Paoletti, dell’Università di Perugia e Massimo Persotti, del dipartimento Politiche Europee della Presidenza del Consiglio. Un incontro per sensibilizzare il pubblico su un tema ancora troppo poco conosciuto e, a volte, percepito come un po’ “noioso”.

Una Finestra sull’Europa – Questo il nome del progetto organizzato dall’Università di Perugia in collaborazione con il Corriere dell’Umbria. Un team, composto da studenti universitari, docenti e giornalisti per comunicare al grande pubblico come funzione e quali possibilità dà l’Europa. Tanti i temi toccati, dall’energia ai fondi europei fino ai temi attuali spiegati in maniera semplice e diretta, come gli “edge found” e gli “eurobond”.

Un modo per avvicinarsi – «Gli esperti dicono che l’Europa non è “notiziabile”, ma non è vero. L’importante è coinvolgere i giovani e le realtà locali». Questo il commento del Fabio Raspadori, docente di diritto dell’Unione Europea all’Università di Perugia e fondatore del Fise (Finestra sull’Europa).

Realtà poco conosciute – «Ci sono uffici e dipartimenti di cui poco o niente si conosce», è il commento di Massimo Persotti, del dipartimento Politiche Europee, Presidenza del Consiglio dei Ministri. Come ad esempio il centro Solbit, una rete d’aiuto on line che assiste cittadini e imprese che si muovono in un contesto europeo, aiutando ad affrontare piccoli problemi come l’immatricolazione di un’auto o il riconoscimento di un titolo di studio.

Parole per l’Unione Europea – Il percorso dell’Unione è simboleggiato anche da tante parole che hanno identificato i momenti storici più importanti. «All’inizio erano “pace”, “mercato unico”, “progetto”, “conoscenza”, “euro”. Oggi invece il termine che prevale è “paura”», spiega Piero Daspoli, presidente del Movimento Europeo.
Comunicare l’Europa significa anche informare perché la parola che meglio identifichi l’Europea, con le sue istituzioni e possibilità sia “comunità”, in tutta la sua positività.

Giulia Serenelli

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