Ambiente e giornalismo. Un progetto dal basso per raccontare l’Italia

I nuovi linguaggi giornalistici si confrontano sul tema dell’ambiente. Al Festival internazionale del giornalismo di Perugia nella Sala Raffaello dell’Hotel Brufani si sono confrontati Mario Tozzi, noto geologo e divulgatore, Caterina Vinci della redazione web Tv dell’Enea, Marco Fratoddi, direttore de La Nuova Ecologia, e Federico Ascari, del progetto di Telecom Italia “A voi comunicare”.

Il progetto “Itali@mbiente” – Mario Tozzi ha parlato di un nuovo modo di fare giornalismo ambientale: «Anni fa ci venne in mente di raccontare lo stato dell’ambiente in Italia che da giardino d’Europa sembrava stesse diventando quasi una discarica d’Europa». Da qui l’idea di fare un film, un documentario. «Il disagio ambientale è stato sempre documentato dai giornalisti – spiega Tozzi – ma insieme al WWF abbiamo pensato di coinvolgere la gente comune che abita e quindi conosce il proprio territorio». La rete internet è stato lo strumento per raccogliere video girati in ogni parte del Paese, con qualsiasi tipo di strumentazione, dai cellulari alle telecamere HD. Essenziale la collaborazione di Telecom Italia che, attraverso la piattaforma “ Avoicomunicare.it”, da anni lavora con il popolo del web per campagne di sensibilizzazione su tematiche sociali.

Nel 2009  il progetto di un film – Dopo aver raccolto 1600 minuti e circa 200 video di storie e interviste, gli utenti hanno scelto il nome del documentario: “Itali@mbiente”. Poi si è passati alla costruzione della sceneggiatura, utilizzando una piattaforma Wiki, un grande forum online dove tutti hanno potuto partecipare e confrontarsi. Infine il montaggio e la presentazione del film al Blogfest 2011.

L’informazione scientifica e istituzionale – Non solo il giornalismo dal basso ma anche il mondo dell’informazione scientifica si adegua alle nuove multimedialità. L’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’ambiente e l’energia dal 2009 si è dotata di una testata giornalistica online. Eneanews è una web Tv che ogni quindici giorni racconta le attività e le scoperte dei ricercatori dell’agenzia. Uno strumento che punta a tutti i tipi di utenti della rete, dai più esperti ai semplici curiosi. D’altra parte, come dimostrano le ricerche di Marco Fratoddi, direttore di La nuova ecologia, il giornale di Legambiente, sono sempre di più gli italiani che si interessano di questioni ecologiche. «Spetta ai giornalisti il compito di non cedere alla facilità della “cronaca verde”, quella dedicata alle catastrofi naturali e ai danni che provocano sui territori» – spiega Fratoddi. Ai tempi del web 2.0 il giornalista deve sollecitare riflessioni, accendere i riflettori sulle grandi e piccole tematiche ambientali “prima” che diventino fatti di cronaca.

Antonio Zagarese

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