Un sito per la memoria

Memorialtalia.it è il nome del sito nato nel 2004 nel nostro paese che si propone di salvaguardare e tutelare la memoria delle fonti storiche del ‘900 in relazione agli anni bui dello stalinismo. Nello specifico la piattaforma mira a conservare il ricordo delle vittime italiane nell’Unione Sovietica tra gli anni ’30 e ’50. A questo progetto di ricerca lavora anche Marcello Flores, professore di storia dell’Università di Siena oltre a Simone Bellezza, Marco Buttino e Nadia Cicognini, docenti agli atenei di San Marino, Torino e Milano, solo per citare alcuni nomi.

La ricerca al Festival del Giornalismo  Elena Dundovich, docente alla facoltà di scienze politiche di Pisa, è intervenuta oggi a Perugia per parlare di cronisti attivi, che partecipano rischiando la vita pur di fare conoscere la realtà del loro paese. La docente  ha spiegato come il sito sia stato creato in Russia e sia approdato in Italia in un secondo momento «Nell’ex Unione Sovietica – spiega la professoressa toscana –  Memorial  è sorto come istituto di ricerca per raccontare la storia delle vittime dello stalinismo e poi ha acquisito un’altra funzione: quella di monitorare e cercare di tutelare i diritti umani nella Russia di oggi». Nella versione italiana del sito si leggono tutte le iniziative che hanno l’obiettivo di fare conoscere i volti e le storie delle vittime italiane nell’ex Unione Sovietica, ma non solo.

Giornalisti militanti – Su Memoriaitalia si leggono articoli e approfondimenti di ciò che accade nella Russia di Putin e che sui media italiani spesso trovano poco spazio. La giornalista della Novaja Gazeta, Elena Mishina   si legge sul portale   è stata aggredita e brutalmente rapinata nei pressi di Mosca. La cronista è stata del premio internazionale di Human Rights Watch e scrive reportage sulle sparizioni di persone, le torture e le violazioni della legalità nel Caucaso del Nord. Notizie, articoli e valutazioni critiche da parte di storici si alternano sul sito web. Quest’anno al festival del giornalismo di Perugia si viaggia attraverso l’esperienza di chi lavora sul campo, conosce culture e lingue poco note e rende queste realtà accessibili ai più attraverso siti altrimenti non molto popolari.

Elisabetta Terigi 

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