Nell’emergenza il vero giornalismo partecipativo

Il naufragio della Concordia, le alluvioni che hanno colpito Genova e le Cinque Terre tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre del 2011. Tutti esempi di emergenza, anche se del termine, spesso, si abusa. Eppure coprire questo tipo di eventi è parte essenziale del lavoro dei media. E dall’esperienza di alcune testate locali si può arrivare alla conclusione che, proprio in queste situazioni, nascono esempi molto efficaci di giornalismo partecipativo. È la riflessione proposta nel corso dell’evento “Cronaca dell’emergenza e giornalismo partecipativo” che si è svolto oggi all’hotel Sangallo.

Filo direttoDanilo Fastelli si occupa del sito internet e dell’attività sui social network del Tirreno, storica testata toscana. La sera del 13 gennaio 2012 è in redazione quando arriva la notizia dell’incidente della Concordia al Giglio. È l’inizio di una lunga nottata: «Insieme con due colleghi abbiamo subito usato i social network per avere notizie fresche dagli abitanti del Giglio» spiega Fastelli. Comincia un flusso enorme di informazioni: tutti chiedono aggiornamenti e in molti, su Twitter, elogiano il lavoro del Tirreno puntando il dito contro i grandi media nazionali che cominciano ad arrivare solo il giorno dopo.

Alluvione minuto per minuto – Cambia la città, non il tipo di approccio alla notizia. Diana Letizia è la responsabile web del Secolo XIX. I videoreporter della testata sono i primi a girare immagini in diretta dell’alluvione che devasta Genova il 4 novembre scorso. «Abbiamo lavorato moltissimo con gli iPhone – dice Diana Letizia – dando spazio alle testimonianze dei genovesi». I contenuti del Secolo XIX sono così finiti sui siti delle principali testate italiane ed internazionali. E la partecipazione dei cittadini ha generato un flusso continuo che ha coinvolto anche l’edizione cartacea del giornale.

“Emergenze quotidiane”Marianna Bruschi, giovane cronista de La Provincia Pavese, ha creato un circuito di giornalismo partecipativo da quella che lei stessa definisce «una piccola emergenza quotidiana». Quella dei tanti pendolari che ogni giorno, da Pavia, raggiungono Milano in treno. Ha cominciato raccogliendo le foto sullo stato fatiscente dei treni. Poi il coinvolgimento dei lettori su Twitter. Oggi l’hashtag #trenipv è il segno distintivo di una vera e propria comunità virtuale dove i pendolari si scambiano informazioni e socializzano.

Riccardo Milletti

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