La rivincita dei vecchi media

Il Festival del giornalismo di Perugia non è solo una vetrina per blogger e maniaci di Twitter. Fra i reporter che si aggirano nei luoghi degli eventi ci sono anche i più noti, quelli che appaiono in televisione o che ci fanno compagnia dagli altoparlanti delle radio. Specie quando ad affacciarsi sul palcoscenico mediatico è un ministro della Repubblica. Ancora di più quando questo ministro è esponente di un governo “strano”, tecnico, non eletto e al centro di un discreto numero di polemiche.

Un ministro al Festival – Ieri Paola Severino, titolare del ministero della Giustizia, ha partecipato all’incontro “Etica e giornalismo” che si è svolto alle 11 nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori. E ha attirato su di sé le attenzioni dei “big” dell’informazione. Il tema, scottante come spesso accade quando si parla di informazione e dei modi per disciplinarla, è la previsione di una legge che  regolamenti i blog per evitare abusi. Un mondo «privo di limiti ad hoc» che può «creare più danni dei  giornali di carta», come lo ha definito il Guardasigilli, scatenando diverse polemiche. Eppure gli intenti di Paola Severino non sono bellicosi: lei stessa, infatti, ha affermato che vanno tutelati «i diritti di tutti».
Non solo politica interna – Al centro degli incontri al Festival del giornalismo di Perugia anche la cosiddetta “primavera araba”. La domanda che si ripete è: quanto si tratta di una vera e duratura rivoluzione, e quanto invece lo è stata solo dal punto di vista mediatico? Il modo in cui il giornalismo italian0 ha trattato il tema è stato messo sotto la lente d’ingrandimento anche nelle radio: la trasmissione Radio 3 Mondo ha interrogato Isabel Wilkerson, la prima donna di colore nella storia del giornalismo americano a vincere il premio Pulitzer. Un bilancio in chiaroscuro quello evidenziato ieri da Ruggero Po e i suoi ospiti di Radio anch’io per ricordare a un anno e mezzo di distanza il suicidio dell’ambulante tunisino Mohamed Bouazizi, che ha dato inizio al risveglio arabo. Così i vecchi media si prendono la loro piccola rivincita: riflettendo e approfondendo.

Ilaria Raffaele

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