Mangia e comanda: Stella racconta le grandi abbuffate del potere

«Tutto ciò che viene mangiato è oggetto di potere». Così scriveva in uno dei suoi aforismi il saggista bulgaro Elias Canetti. Sala da pranzo e stanza dei bottoni hanno sempre avuto un legame diretto: più una tavola deborda di leccornie, più i governanti dimostrano la loro ricchezza e loro influenza. A darne la dimostrazione ieri sera, dal palco del Teatro Pavone, Gian Antonio Stella, nota firma del Corriere della Sera, che ha ripercorso il rapporto tra cibo e potere nelle epoche storiche, con un focus particolare sull’ingordigia italiana.

L’accordo vien mangiando – Gli italiani, si sa, sono amanti della buona cucina. E spesso, riuniti attorno ad una tavola imbandita o di fronte a qualche prelibatezza, sono più disposti a trattare. Stella ha snocciolato tutti gli episodi della Prima e Seconda Repubblica che hanno visto il cibo protagonista di accordi e riconciliazioni: dalla “pace del caciocavallo” tra il socialista Craxi e il democristiano De Mita, all’ “armistizio della polenta/pagliata” ingurgitate dalla Polverini e da Bossi per porre fine alla polemica sul trasferimento dei ministeri al Nord, passando per il “patto della crostata” tra D’Alema e Berlusconi, volto a raggiungere un’intesa sui canali tv. Fino alla recentissima “pace del risotto” sancita tra i rivali leghisti Bossi e Maroni.

De gustibus… – «Il banchetto è sempre stato il cuore della nostra esistenza» ha commentato Gian Antonio Stella. Difficile da smentire: le cene faraoniche offerte dal ricco Trimalcione, di cui si narra nel Satyricon di Petronio, e i pranzi a base di murene che Cesare pagava ai suoi elettori, mostrano come i potenti ostentassero tanta abbondanza per ottenere consensi. Ma poi le grandi abbuffate di re, condottieri e statisti dell’Italia Unita si sono scontrate col malessere del popolo per la penuria alimentare, così i governi del secondo dopoguerra hanno dovuto optare per l’austerity culinaria. «Oggi  se è vero che in vino veritas – ha concluso Stella – in cibo identitas: le ordinanze anti kebab e il polentone contro i fast food sono un modo per ribadire l’adesione ai valori della tradizione alimentare e quindi per escludere chi non li condivide». Insomma, dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei e quanto potere hai.

Elena Baiocco

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