“Senza te è tutta un’altra cosa”

Alesandro Gilioli, L'Espresso

12 novembre 2011, Silvio Berlusconi rassegna le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato. Sono passati solo cinque mesi, ma dal punto di vista informativo sembrano immagini lontane anni luce e scolorite.

Quella fase di pieno ottimismo e quell’idea per cui tutto era concesso ha lasciato spazio all’austerity, al rigore a cui, secondo alcuni, dovrebbe seguire una fase di crescita. Ma oggi che il Cavaliere, catalizzatore dell’informazione, ha lasciato la scena, come vivono questa nuova fase i mezzi di comunicazione? Di ciò si è discusso al teatro Pavone nell’incontro moderato da Matteo Marchetti e Luca Sappino di Ribalta Radio Popolare Roma. Ospiti: Elisa Calessi di Libero, Claudio Cerasa del Foglio, Alessandro Gilioli dell’Espresso e Giuseppe Cruciani di Radio 24.

La crisi dei giornali e l’uscita di Berlusconi – Secondo Elisa Calessi, venuto meno Berlusconi, tutti i media ne hanno risentito: dalla crisi di ascolti nei talk show e nei programmi di approfondimento al calo di vendite nei giornali. Insomma, per Giuseppe Gilioli è come se vivessimo «una fase di disintossicazione dalla droga, una droga mediatica», dovuta all’assenza di quella che era una presenza costante sui media.  Giuseppe Cruciani afferma che ora il vero problema è «trovare un’opposizione, un nemico che possa reggere il confronto politico. La perdita di vendite dei giornali e la crisi dei click sui siti dipende proprio da questo. Eppure con il caso Lega e la riforma del mercato del lavoro, promossa dalla Fornero, qualcosa si sta recuperando». Gli scandali sessuali hanno contribuito alla caduta di Berlusconi, ma non bisogna dimenticare che tutto è dipeso dalla crisi economica. Eppure, secondo Claudio Cerasa «il Cavaliere è riuscito ad imporsi sulle prime pagine dei giornali soprattutto per la sua vita privata. Se i media si fossero concentrati sulle scelte politiche le cose sarebbero andate diversamente».

Gli scenari futuri – Questa nuova fase politica ha provocato orfani in entrambi gli schieramenti. Prima nel gioco politico c’erano due parti che si contrapponevano, anche aspramente. Oggi il telespettatore, ma anche il semplice lettore, si trova a vivere una fase di spaesamento: quei due protagonisti, che un tempo si contrapponevano, fanno squadra e questo incide sulle vendite. Per Elisa Calessi «il vero nemico che pian piano si sta delineando è la politica, e l’idea della casta». Questo perché per sopravvivere nell’agone politico è necessaria la presenza di un oppositore. Ma di cambiamenti effettivi a breve termine, dagli interventi, sembra non trasparire nulla. Dalla Rai, e il ruolo di potere che continueranno ad avere al suo interno i partiti, fino alla crollo di pubblicità che mette in ginocchio i giornali. Insomma, come diceva un vecchio adagio, “cambiare tutto per non cambiare niente”.

Francesco Cutro

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