E’ successo a noi…

Ci siamo. Il Festival del giornalismo sta per mandare i titoli di coda. Oggi è tutto un via vai di trolley e valigie, gente che viene e che va. Baci, abbracci, strette di mano. «Ciao carissimo, ci vediamo presto. Fammi sapere per quella cosa lì», «Ci vediamo a Roma, chiamami. Facciamo quell’incontro lí, cosí ti presento quello là», «ciao bello, chiamami». In molti decidono di restare per i grandi eventi di stasera e parecchi arriveranno solo per loro: Travaglio e Santoro. Si parlerà di Tangentopoli e di servizio pubblico. Ci si mette in fila, tre o quattro ore prima dell’evento per il personaggio. L’atmosfera è quasi holliwodiana. Tutti pronti con macchine fotografiche, libri da firmare e sorrisi deliranti. È il successo, bellezza. A pochi interessa di cosa parleranno i due giornalisti, quasi tutti corrono per il grande nome sul manifesto.

Facci ci manchi – Qualcuno parte, si rientra a casa. Anche la sala stampa è più vuota del solito. Meno computer, meno telecamere e ipad. C’è un’atmosfera quasi rilassata. Poco male, ci sono più cioccolatini e caffè per quelli che resteranno fino alla fine. E poi si lavora meglio. Vuoi mettere non avere Filippo Facci che, tra una battuta geniale e l’altra, si abbassa sotto il tavolo, sfilando una ballerina a una collega e tirandola in mezzo alla sala? Filippo, che nostalgia. Niente fila al caffè gratis e molto meno cazzeggio. Però si lavora in tranquillità e le ore passano meglio.
«Altrimenti ci abbronziamo» – Non mancano i mitici momenti aperitivo. Quest’anno al Brufani non s’è visto un bicchiere: è scomparso l’appuntamento delle sette e mezza di sera. Ma i giornalisti sanno arrangiarsi: qualcuno di imbuca a quello per gli speaker al centro servizi Alessi. Qualcun altro si siede beato in uno dei bar del centro. In questi giorni di imprevedibile caldo estivo i bar di corso Vannucci hanno lanciato tavoli e sedie di fuori alla velocità della luce. E allora via: si comincia con lo spritz, si intramezza con un trancio di pizza e si chiude con un caffè. Tutto sotto il sole. È una sfilata di volti seminoti, giornalisti semiconosciuti. Luccicano occhiali da sole glamour e boccate di sigaretta. L’atmosfera tipica dell’estate, l’irresistibile fascino della ’spritz life’ che l’inverno ci fa terribilmente desiderare. Quella brezza naif che, nonostante la fine del Festival, ci farà sognare ancora per qualche mese. Buona estate a tutti, all’anno prossimo.
Giorgia Cardinaletti

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