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Tommaso da Milano tra premi e web 2.0

Tommaso Canetta viene dalla Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell’Università degli Studi di Milano. Ha 26 anni e ha appena vinto il secondo premio del “Concorso per i giovani iscritti alle scuole di giornalismo italiane”  promosso dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea, in collaborazione con l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia e con il patrocinio del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

Il praticante e il suo Festival – Tommaso è arrivato al Festival del giornalismo il primo giorno «per seguire gli incontri sul giornalismo on-line e i nuovi modelli di business dell’informazione multimediale». Riparte l’ultimo giorno con la soddisfazione di aver assistito a workshop interessanti («soprattutto quelli curati da ospiti stranieri») e di «aver sprecato tempo in modo divertente guardando Telese e Cruciani litigare al Teatro Pavone». Carceri, Europa e immigrazione sono  i temi a cui è più interessato. Non a caso il lavoro con cui ha vinto il premio riguardava il diritto di voto dei cittadini stranieri dell’Unione europea residenti in Italia (“Comunali queste sconosciute. Voterà solo uno straniero su dieci”).

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Enrico e la radio che Libera Tutti

Enrico Tata, 25 anni, quest’anno è per la terza volta al Festival. E se oggi è a Perugia da volontario, l’anno scorso è stato qui per un altro motivo: la premiazione del concorso giornalistico dedicato a Peppino Impastato, il giovane attivista siciliano ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978.  A quella premiazione, Enrico si è classificato primo per il servizio video girato con il suo amico Ruggero Spataro.

Da Peppino alla Radio – Enrico viene da Ariccia, il suo interesse per Peppino Impastato è nato quando era appena al liceo.  «È una figura che mi ha sempre colpito», racconta. E proprio da quella figura è nata l’idea di creare la web radio che Enrico ha fondato con altri amici: Radio Libera Tutti; per inaugurarla hanno mandato in diretta tutte le trasmissioni di Impastato su Radio Aut. «L’idea principale è quella della libertà: nella nostra radio diamo spazio a chiunque», spiega. Radio Libera Tutti trasmette sul web dal 2009, ogni giorno dal primo pomeriggio fino a mezzanotte. «Nel direttivo – aggiunge Enrico- siamo 16, ma poi ci sono circa 50 persone tra speaker e collaboratori».

Uno sguardo al futuro – La passione per il giornalismo Enrico l’ha scoperta al liceo, quando ha iniziato a collaborare con il giornale scolastico. Poi ha fatto esperienza in un periodico locale e poi ancora in radio e tv. Nel frattempo ha continuato a studiare e si è laureato appena un mese fa alla magistrale in editoria e giornalismo. Alla domanda su cosa voglia fare in futuro ancora non ha risposta. «Diciamo che per altri due anni voglio rimanere “giovane” – scherza-, penso che continuerò a studiare, magari una scuola di giornalismo o forse proverò un dottorato». Perché la passione per il giornalismo c’è, ma oltre a quella c’è anche tanto altro.

Riccardo Cavaliere

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In prima linea, dal Libano al festival

Dal Libano al festival in ventiquattro ore. È l’esperienza di Alessandra Montemurro, praticante della scuola di giornalismo di Bari, arrivata in questi giorni a Perugia per partecipare a workshop e conferenze. “Sono atterrata a Bari alle quattro di mattina e nel pomeriggio ero già in macchina per venire qui – ci spiega. In Libano sono stata con l’esercito italiano a Shama per otto giorni, seguendo le sue attività, i pattugliamenti, il suo lavoro a contatto con la gente. Un’esperienza bellissima. Giusto il tempo di cambiare la valigia e son venuta qui. È la mia prima volta al festival, non volevo mancare perché penso sia una bella occasione di riflessione e confronto”.

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Una giornata al Festival…su Twitter

Un Festival quasi concluso. Domani si chiude tutto e sui social network si iniziano a tirare le somme. Stefano twitta: “Al ijf12 ho twittato pochissimo per un motivo: troppe persone interessanti da conoscere, salutare, ascoltare. Grazie ancora”. Si parla degli eventi, si commentano gli ospiti e si raccolgono le foto. Il Post propone il racconto del Festival attraverso le immagini. Stefano parla di “momenti storici”, mentre in tanti si lamentano del precariato, della crisi e dei lettori del futuro.

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Storify, la storia “social”

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    Hotel Sangallo @ Sangallopalace
    Journalism Festival @ Sangallo Palace workshop “Storify” by Burt Herman is running.

    Sat, Apr 28 2012 04:57:45
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    Making journalism using social network: burt herman presents storify #ijf12 @BurtHerman

    Sat, Apr 28 2012 05:36:47
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    Al workshop con Burt Herman, co-fondatore di Storify #ijf12 http://pic.twitter.com/y51Es4j0

    Sat, Apr 28 2012 04:56:15
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    … ma anche la storia “social” del vostro matrimonio, come ha fatto Burt Herman #storify #ijf12

    Sat, Apr 28 2012 05:04:39
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    RT @isafantigrossi: #ijf12 Burt Herman di #storify: lo storytelling è un enorme potenziale da esplorare

    Sat, Apr 28 2012 05:28:35
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    Thu, Mar 01 2012 19:00:00
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    Burt Herman co-founder di Storify comincia #ifj12 dicendo: “we are in the age of media overload…” @alebegoli @panzallaria

    Sat, Apr 28 2012 04:53:58

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Dario e i suoi “maledetti scozzesi”

Dario Lo Cascio, 26 anni, una laurea in Scienze della Comunicazione e un sogno. Quello di diventare un giornalista serio e preparato. Un’aspirazione che lo accomuna ai suoi colleghi, i quasi 200 volontari del Festival del giornalismo di Perugia 2012. È arrivato qui da Messina, dove coltiva la sua passione ormai diventata professione. Collabora con un giornale free press della città e con due radio locali.

Maledetti scozzesi – Il suo blog spazia dalla cultura all’attualità, coniugando la passione per il giornalismo all’attenzione alla realtà quotidiana. Qui al Festival ha scattato foto, seguito gli eventi e scritto articoli sui suoi interessi. Il suo sito “Maledetti scozzesi” ha un motto: “Critca verso tutto e tutti. Esclusi gli scozzesi. Grande popolo”. Insomma anche un po’ di curiosità e ironia.

Sul Festival – Di questi giorni racconta la sua vita da volontario. Gli impegni, la fretta, la voglia di fare bene. Le serate in giro per la città, la stima per alcuni ospiti e le perplessità sul futuro. E come sempre non manca qualche lamentela!

Annalisa Fantilli

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Slow News, il blog “estero” di Ugo Tramballi

Riflettendo con lentezza. Così si potrebbe riassumere il concetto di base di Slow News, il blog di Ugo Tramballi, giornalista del Sole 24 Ore che da anni ormai gira il mondo cercando di capirlo meglio. Tramballi è presente al Festival del giornalismo di Perugia come ospite del panel “Primavera araba. Rivoluzione incompleta?” (organizzato dall’Associazione Allievi Scuola di Perugia), ma in mattinata è intervenuto in diretta telefonica alla trasmissione di Radio 1 “Radio Anch’io”.

Non più giovane… – Nato nel 1957 a Milano, Ugo Tramballi non ha problemi ad ammettere che è «dura restare al passo coi tempi”. Anche da questo «nasce l’idea del blog sul sito web del Sole 24 Ore. E devo dire che per ora va molto bene, scrivere un pezzo per il mio spazio personale mi permette di essere più libero, pur nel rispetto dell’autorità del quotidiano». Aperto a novembre scorso anche per «sopravvivenza al cartaceo, che non concede troppo spazio agli esteri», Slow News ha già fatto molti “adepti”: «Arrivare a novanta commenti per un solo articolo è qualcosa che mi emoziona, si comprende meglio il seguito dei lettori rispetto al vecchio quotidiano cartaceo». Continua a leggere

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