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E’ successo a noi…

Ci siamo. Il Festival del giornalismo sta per mandare i titoli di coda. Oggi è tutto un via vai di trolley e valigie, gente che viene e che va. Baci, abbracci, strette di mano. «Ciao carissimo, ci vediamo presto. Fammi sapere per quella cosa lì», «Ci vediamo a Roma, chiamami. Facciamo quell’incontro lí, cosí ti presento quello là», «ciao bello, chiamami». In molti decidono di restare per i grandi eventi di stasera e parecchi arriveranno solo per loro: Travaglio e Santoro. Si parlerà di Tangentopoli e di servizio pubblico. Ci si mette in fila, tre o quattro ore prima dell’evento per il personaggio. L’atmosfera è quasi holliwodiana. Tutti pronti con macchine fotografiche, libri da firmare e sorrisi deliranti. È il successo, bellezza. A pochi interessa di cosa parleranno i due giornalisti, quasi tutti corrono per il grande nome sul manifesto.

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La terza giornata del Festival

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La terza giornata del Festival, un set su Flickr.

Alcuni momenti dei panel che abbiamo seguito oggi. Luca Sofri intervistato dalla web-tv del Festival, La Zanzara in onda dall’hotel Brufani e la coda fuori dal Teatro Pavone per Beppe Severgnini

Riccardo Milletti

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Gli inizi di Filippo Facci

Valentina Parasecolo

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IL GR DELLE 12

di Claudia Bruno e Annalisa Fantilli

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LA RASSEGNA STAMPA SECONDO ZORO

di Riccardo Milletti

Ore 10 e 30, la sala Maggiore dell’Hotel Brufani è gremita. Tutto è pronto per la rassegna stampa di Diego Bianchi, in arte Zoro. Tantissimi giovani tra il pubblico, i tavolini allestiti per la colazione non bastano ad accoglierli e così si sistemano in piedi. Si comincia.

Il governo di decantazione – Il primo atto è l’esilarante distribuzione dei giornali: Zoro, quotidiani in mano, strilla il nome della testata pronto a lanciarla a chiunque ne faccia richiesta. Ai destinatari viene richiesta una lettura critica e degli interventi durante l’evento. Poi, con la collaborazione di Antonio Sofi, blogger e autore del programma televisivo di Rai 3 Agorà, si comincia con la rassegna dei titoli. In tutte le prime pagine dominano la notizia della condanna in primo grado, per omicidio volontario, dei vertici della Thyssenkrupp per il tragico incidente sul lavoro del 2007 e quella della barbara uccisione del volontario italiano a Gaza Vittorio Arrigoni. Due notizie sulle quali è difficile “alleggerire”. E infatti Zoro dirotta la sua dissacrante ironia sul tema politico del giorno: il governo di “decantazione” proposto congiuntamente da Pisanu e Veltroni. Che cos’è? La risposta di Zoro è semplice: «é una cosa che lasci li in decantazione, poi piano piano s’ammuffisce e diventa aceto».

Il futurista – La rassegna continua tra battute e coinvolgimento del pubblico con tanto di studente di Scienze politiche scelto a caso come “portamicrofono”, «cerca di imparare bene – gli dice Zoro – ti ci potresti riciclare quando finisci gli studi tanto co ‘sta laurea ‘ndo vai?». Esilarante l’analisi de “il futurista” il nuovo quotidiano diretto dal finiano Filippo Rossi e presentato, proprio al Brufani, poco prima della rassegna stampa. «E’ un quotidiano “senza”» dice Zoro prendendo spunto dall’editoriale di presentazione di Rossi che parlava di un paese “senza divisioni, senza berlusconismo e senza retorica”.

Vauro vs Cruciani – Poco prima della fine arriva il momento di coinvolgere gli ospiti della rassegna che fino a quel momento avevano assistito in silenzio allo show di Zoro: Filippo Facci ma, soprattutto, Giuseppe Cruciani, conduttore del programma radiofonico di Radio 24 “La Zanzara”. Zoro preannuncia la proiezione di un video con una disputa tra «un anziano comunista e un giovane di destra» avvenuta la sera precedente di fronte al Brufani. Parte il video e, tra fragorose risate, si assiste ad un acceso faccia a faccia tra Vauro Senesi (l’anziano comunista) e Giuseppe Cruciani (il giovane di destra), il tutto documentato dalla telecamera di Zoro. Vauro dà del “marchettaro” a Cruciani per le sue posizioni definite “sfacciatamente berlusconiane” e il giovane contendente risponde per le rime. L’apoteosi quando compare uno dei tanti extracomunitari che popolano il centro di Perugia cercando di vendere rose rosse alle coppiette. «Vai da lui – dice Cruciani indirizzandolo verso Vauro – è un amico di Santoro e loro gli immigrati li aiutano volentieri». Vauro “rispedisce” il povero venditore ambulante da Cruciani: «lui è più ricco di noi comunisti fatti dare qualcosa da lui». Il video finisce, si apre un piccolo dibattito sulla faziosità del giornalismo. Poi Zoro saluta, la sua rassegna stampa, più interattiva che mai, è finita. Domattina si replica, appuntamento sempre alle 10 e 30.

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