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“Senza te è tutta un’altra cosa”

Alesandro Gilioli, L'Espresso

12 novembre 2011, Silvio Berlusconi rassegna le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato. Sono passati solo cinque mesi, ma dal punto di vista informativo sembrano immagini lontane anni luce e scolorite.

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Giuseppe Cruciani, l’habitué del Festival del giornalismo

Elisabetta Terigi

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La terza giornata del Festival

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La terza giornata del Festival, un set su Flickr.

Alcuni momenti dei panel che abbiamo seguito oggi. Luca Sofri intervistato dalla web-tv del Festival, La Zanzara in onda dall’hotel Brufani e la coda fuori dal Teatro Pavone per Beppe Severgnini

Riccardo Milletti

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Il GR-WEB DELLE 19

Premi play per ascoltare il Gr-Web delle 19  degli allievi della Scuola di Giornalismo di Perugia.

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TELESE – CRUCIANI, DUELLO ALL’OK CORRAL

di Riccardo Milletti

Un duello vero, senza esclusione di colpi (più o meno bassi). Così può essere sintetizzato l’incontro tra Luca Telese e Giuseppe Cruciani andato in scena alle ore 18 di oggi al teatro Pavone. Un “duello tra gladiatori”, com’è stato presentato dal moderatore David Parenzo (che collabora con Cruciani a “La Zanzara” ma è anche collega di Telese a La7) che ha infiammato il pubblico facendo volare parole grosse in sala.

Destra e sinistra – Già il sottotitolo dell’evento, “In Italia è peggio il giornalismo di destra o quello di sinistra?”, lasciava presagire un clima infuocato. I due ospiti partono subito forte. Telese sostiene che oggi nessun giornalista può dirsi veramente non schierato e che la partigianeria è parte dominante del nostro sistema d’informazione. E aggiunge: “il berlusconismo ha avvelenato definitivamente il sistema e ha snaturato il buon vecchio giornalismo di destra, quello di Longanesi e Montanelli, privandolo dell’anticonformismo e riempendolo di conflitto d’interessi”. Diametralmente opposto il parere di Cruciani: “esistono giornalisti e uomini liberi con idee differenti. Andremmo tutti giudicati per ciò che diciamo e non per il datore di lavoro dal quale dipendiamo”.

Discussione autoreferenziale – La discussione, complice le prime frecciate lanciate da una parte e dall’altra, si anima. Telese incalza Cruciani sulle figure di Augusto Minzolini, Bruno Vespa e Giuliano Ferrara. “Come li definiresti?” – chiede – e Cruciani risponde, nell’ordine, “un direttore troppo attento alle vicende di Palazzo Grazioli”, “un grande professionista” e “un genio del giornalismo”. Telese sbotta e ricorda come, dal palco del Festival di Perugia, già alcuni anni fa aveva definito Vespa “l’emblema del leccaculismo”. Cruciani risponde per le rime con una frase pesante sul leccaculismo che chiama in causa la consorte del collega. Poi rilancia rinfacciando a Telese di dirigere una collana editoriale per Sperling & Kupfer, casa editrice controllata dalla Mondadori, e di essere stato anche lui, quando era redattore de “il Giornale”, parte di quel giornalismo di destra che ora disprezza. In generale la discussione, pur rimanendo interessante per lo spessore culturale dei due ospiti, si annoda su un’autoreferenzialità che spazientisce parte del pubblico.

Finale ai punti – Quando, infine, il microfono si accende per le domande del pubblico, si assiste agli ultimi fuochi d’artificio. Cruciani entra in polemica prima con una ragazza aquilana che gli chiedeva conto del suo menefreghismo sulla questione della ricostruzione post terremoto. Poi con un altro ragazzo che lo accusava di essere il paladino di Vespa e Ferrara. Telese lo accusa di “sgarbismo” (imitazione dei modi irruenti di Vittorio Sgarbi). L’incontro finisce con una vittoria di Telese ai punti (ottenuta non tanto per le idee espresse ma per aver conservato, almeno in parte, la calma) e senza aver risposto alla domanda di partenza.

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LA RASSEGNA STAMPA SECONDO ZORO

di Riccardo Milletti

Ore 10 e 30, la sala Maggiore dell’Hotel Brufani è gremita. Tutto è pronto per la rassegna stampa di Diego Bianchi, in arte Zoro. Tantissimi giovani tra il pubblico, i tavolini allestiti per la colazione non bastano ad accoglierli e così si sistemano in piedi. Si comincia.

Il governo di decantazione – Il primo atto è l’esilarante distribuzione dei giornali: Zoro, quotidiani in mano, strilla il nome della testata pronto a lanciarla a chiunque ne faccia richiesta. Ai destinatari viene richiesta una lettura critica e degli interventi durante l’evento. Poi, con la collaborazione di Antonio Sofi, blogger e autore del programma televisivo di Rai 3 Agorà, si comincia con la rassegna dei titoli. In tutte le prime pagine dominano la notizia della condanna in primo grado, per omicidio volontario, dei vertici della Thyssenkrupp per il tragico incidente sul lavoro del 2007 e quella della barbara uccisione del volontario italiano a Gaza Vittorio Arrigoni. Due notizie sulle quali è difficile “alleggerire”. E infatti Zoro dirotta la sua dissacrante ironia sul tema politico del giorno: il governo di “decantazione” proposto congiuntamente da Pisanu e Veltroni. Che cos’è? La risposta di Zoro è semplice: «é una cosa che lasci li in decantazione, poi piano piano s’ammuffisce e diventa aceto».

Il futurista – La rassegna continua tra battute e coinvolgimento del pubblico con tanto di studente di Scienze politiche scelto a caso come “portamicrofono”, «cerca di imparare bene – gli dice Zoro – ti ci potresti riciclare quando finisci gli studi tanto co ‘sta laurea ‘ndo vai?». Esilarante l’analisi de “il futurista” il nuovo quotidiano diretto dal finiano Filippo Rossi e presentato, proprio al Brufani, poco prima della rassegna stampa. «E’ un quotidiano “senza”» dice Zoro prendendo spunto dall’editoriale di presentazione di Rossi che parlava di un paese “senza divisioni, senza berlusconismo e senza retorica”.

Vauro vs Cruciani – Poco prima della fine arriva il momento di coinvolgere gli ospiti della rassegna che fino a quel momento avevano assistito in silenzio allo show di Zoro: Filippo Facci ma, soprattutto, Giuseppe Cruciani, conduttore del programma radiofonico di Radio 24 “La Zanzara”. Zoro preannuncia la proiezione di un video con una disputa tra «un anziano comunista e un giovane di destra» avvenuta la sera precedente di fronte al Brufani. Parte il video e, tra fragorose risate, si assiste ad un acceso faccia a faccia tra Vauro Senesi (l’anziano comunista) e Giuseppe Cruciani (il giovane di destra), il tutto documentato dalla telecamera di Zoro. Vauro dà del “marchettaro” a Cruciani per le sue posizioni definite “sfacciatamente berlusconiane” e il giovane contendente risponde per le rime. L’apoteosi quando compare uno dei tanti extracomunitari che popolano il centro di Perugia cercando di vendere rose rosse alle coppiette. «Vai da lui – dice Cruciani indirizzandolo verso Vauro – è un amico di Santoro e loro gli immigrati li aiutano volentieri». Vauro “rispedisce” il povero venditore ambulante da Cruciani: «lui è più ricco di noi comunisti fatti dare qualcosa da lui». Il video finisce, si apre un piccolo dibattito sulla faziosità del giornalismo. Poi Zoro saluta, la sua rassegna stampa, più interattiva che mai, è finita. Domattina si replica, appuntamento sempre alle 10 e 30.

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QUELL’ARIA DA WEEK END E GLI ULTIMI ARRIVI

di Riccardo Milletti

Flash dalla terza serata del Festival: la press room dell’hotel Brufani e tutto l’ambiente si animano. Si respira l’aria tipica di inizio week end, decine di giornalisti popolano le sale del punto di ritrovo per tutti i partecipanti agli eventi e le strade del centro di Perugia, nonostante il freddo, si riempiono di gente. Chi lavora in press room, per avere un quadro completo della situazione, si aggiorna sul profilo Facebook del Festival e incrocia le foto e i post dell’organizzazione con le impressioni e gli umori raccolti all’interno del Brufani.

Alle 18.30 arriva Vauro Senesi, il vignettista de Il Manifesto e di Annozero, subito braccato dai volontari del Festival ansiosi di godersi, in diretta, qualcuna delle sue battute dalle quali nascono le vignette che l’hanno reso famoso. Ma Vauro scappa veloce verso la saletta adiacente la hall del Brufani. Ad aspettarlo c’è la diretta de La zanzara, il programma di Radio 24 condotto da Giuseppe Cruciani, oggi andato in onda dal cuore pulsante del Festival del giornalismo. Cruciani e il suo inseparabile opinionista David Parenzo, però, non permettono ai tanti curiosi di assistere dall’interno della saletta alla diretta del programma. Subito si crea un capannello di curiosi che sbircia dalla saletta adiacente.

Nel frattempo al Teatro Pavone tutto è pronto per l’evento-spettacolo con Vasco Brondi, il giovane cantautore emergente che, con il nome Le Luci della Centrale Elettrica, si sta affermando con forza nel panorama musicale italiano. Tanti giovani in fila per assistere all’incontro/intervista organizzato da XL, il mensile de La Repubblica.

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