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Il data journalism in Italia è ancora nella culla

Guido Romeo, di Wired Italia, parla del data journalism nel nostro Paese. Alcuni esempi virtuosi, ma la strada da percorrere è ancora lunga.

Intervista di Riccardo Cavaliere

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Italia: prendere o lasciare?

Due ragazzi – un sudtirolese e un romano – e una Fiat 500 rossa. Sono questi i protagonisti del film documentario “Italy:love or leave it”, presentato oggi al Festival del giornalismo di Perugia, in occasione dell’incontro “Italia: restare o andare”. La pellicola è nata dall’idea dei registi Gustav Hofer e Luca Ragazzi, compagni di lavoro, come nella vita, che hanno voluto dare voce a chi vuole rimanere in Italia per cercare di cambiare il Paese. I due avevano già girato anni fa “Improvvisamente”, un film che ha fatto il giro di 200 festival internazionali, basato su inteviste a chi invece ha scelto di lasciare l’Italia per un futuro migliore. A presentare il documentario insieme ai due autori, la giornalista Caterina Soffici e Eleonora Voltolina, de larepubblicadeglistagisti.it.  

Il film– Per il viaggio Hofer ha deciso di utilizzare una vecchia 500 rossa. Una scelta curiosa, quella del giovane sudtirolese, giustificata dal fatto che quell’auto in passato è stata «il simbolo dell’Italia». «Un modo – aggiunge Hofer – per riconciliarsi con questo Paese». I due hanno incontrato un’operaia della Fiat in cassa integrazione, un volontario che aiuta gli immigrati vittime del caporalato a Rosarno e altre persone che non hanno accettano lo status quo, e che hanno comunque deciso di non abbandonare la loro terra.

L’Italia secondo Hofer–  Il regista, dopo aver vissuto a Vienna e a Londra, si è poi trasferito a Roma, dove vive insieme a Luca Ragazzi da oltre dieci anni. «Un paese ricco di culture, un’opportunità». Questo è il giudizio sul BelPaese di Gustav Hofer, che critica duramente la decisione presa l’anno scorso dal Presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder di non partecipare ai festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità italiana. «Una scelta fuori tempo massimo» questo il suo commento. In un Paese «amato da tutti fuorché dagli italiani stessi», è indispensabile, conclude Hofer, recuperare un’autostima che da troppo tempo sembra perduta.

Diana Benedetti

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L’Italia di oggi: parla Luca Ragazzi

Italy: love it or leave it“. Un viaggio a bordo di una Fiat 500 per raccontare l’Italia contemporanea. L’idea è di Luca Ragazzi e Gustav Hofer, due giornalisti diversi, ma che hanno in comune la speranza di iniziare a cambiare il nostro Paese.

Elena Baiocco

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Gr web ore 14

Francesco Cutro e Giorgio Matteoli

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L’Italia a tavola vista dalla Cina

Che idea hanno i cinesi dell’Italia? Spesso l’immagine del Belpaese all’estero è legata solo all’enogastronomia. Ma nel mondo della “dolce vita” c’è molto di più.

Chiara Garzilli
Luca Cesaretti 

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ITALENTS – IN ITALIA IL FUTURO È POSSIBILE?

di Elisabetta Terigi

Italents è un network per giovani talenti italiani. Per chi è all’estero e non vuole sentirsi esiliato, per chi è in Italia e non vuole sentirsi sprecato. Si tratta di un’associazione no profit, nata quest’anno, per costruire una rete di persone che hanno tante idee, ma un solo obiettivo: migliorare l’Italia, farla uscire dalla recessione economica e dalle cattive abitudini dei favoritismi e delle raccomandazioni. Si sviluppa prevalentemente sul web, ma non solo. Ci saranno workshop e incontri dove chi è all’estero racconterà le sua esperienza e si confronterà con chi invece ha deciso di rimanere. Il presidente è Alessandro Rosina, docente alla Cattolica di Milano, ne fa parte anche  Roberto Bonzio giornalista Reuters e autore di Italiani di Frontiera.

Dall’Italia si deve scappare?  – Da noi, si sa, si vive una situazione difficile, 50.000 giovani decidono ogni anno di  lasciare il paese . Il lavoro scarseggia, senza segnalazione si va poco lontano, il contratto a tempo indeterminato è diventato un miraggio e l’unico ammortizzatore sociale è la famiglia.«L’Italia è l’unico Stato, insieme alla Grecia e all’Ungheria, a non avere la garanzia dei salari minimi», ricorda Stefano Feltri del Fatto Quotidiano, intervenuto alla discussione Arrivederci Italia? Manifesto degli espatriati, seguita alla presentazione dell’associazione no profit.

Il coraggio del cambiamento – Qualcuno ci crede ancora: Sergio Nava per esempio, giornalista trentacinquenne di Radio 24. Spinge i giovani italiani ad andare all’estero per farsi la corazza,  per rientrare poi più forti di prima e cambiare il paese. Claudia Cucchiarato, freelance per La Repubblica e L’Unità, da sei anni in Spagna invece non ha la minima voglia di tornare. Per curiosità, per conoscere l’estero se n’è andata via. Ha scelto infine di restare per amore, non solo per il suo compagno, ma per il paese.  Non saprebbe più vivere in Italia, non saprebbe più affrontare la fregatura che da noi, dice «è dietro ogni angolo». Che fare allora? Dopo le riflessioni dei giornalisti si apre un dibattito, tanti i giovani che hanno voglia di raccontare la loro esperienza. Hanno tanta rabbia nei confronti degli italiani che stanno distruggendo la loro nazione, ma anche tanto amore per il loro paese. Alla fine una parola striscia segretamente nella mente di tutti, relatori e spettatori: rivoluzione!

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CIVOLI E LE TELECRONACHE DELL’ITALIA

di Luca Cesaretti

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